smar(T)eramo – san Venanzio

IL QUARTIERE SAN VENANZIO COME PARTE DI TERAMO SMART CITY – PROGETTO INTEGRATO PER UNO SVILUPPO ECONOMICO E SOSTENIBILE.

Era l’anno 1831 quando fu demolita la chiesetta di san Venanzio per realizzare il largo detto “sopra Porta san Giorgio” (Piazza Garibaldi). La chiesetta era molto antica e c’era un affresco del santo con la città di Teramo tra le mani.
Resta la memoria del luogo sacro, solo nel toponimo del quartiere: “quartiere san Venanzio”.
Dopo la costruzione – tra il 1889 e il 1917 – del borgo neogotico del pittore Gennaro Della Monica, oggi il nome è condiviso con quello di “quartiere Castello”,.
La collina di san Venanzio appare nelle foto storiche (anche quelle precedenti la costruzione del Castello) un luogo di amena bellezza, in un rimando visivo tra il paesaggio urbano, la collina ed il Gran Sasso. (Immagini nelle tavole 1,2,3).
In questi luoghi si è sviluppata nel XX secolo una parte della città di Teramo nel verde dei viali e tra le memorie storiche materiali ed immateriali.
Il quartiere del Castello è una parte della città su cui, cogliendone già la ricchezza morfologica, architettonica e paesaggistica esistente, si vuole sperimentare un’azione ispirata ai principi della SMART CITY.
Potremmo tradurre smart city con CITTÀ INTELLIGENTE. Una idea di città possibile in cui la componente economica, la componente sociale e la componente ambientale contribuiscono al cambiamento urbano e del quartiere san Venanzio come parte della città tutta.
Assume un ruolo importante l’inserimento, nel progetto, di azioni finalizzate alla innovazione tecnologica, nella certezza di un cambiamento in positivo nella qualità della vita degli abitanti del luogo.
Dai dati osservati appare come la maggior parte degli abitanti del quartiere sia impiegata nel settore terziario (soprattutto nella pubblica amministrazione) o svolga una libera professione, per cui il reddito pro-capite è medio.
Dall’analisi demografica si evince un decremento della fascia di età che va da 0 a 20 anni, a fronte di un significativo aumento della popolazione anziana, di età compresa fra i 60-80 anni, che, nella maggior parte dei casi, vive in famiglie mononucleari ed unipersonali.
Uno share di circa il 30% della popolazione anziana residente nel quartiere vive il disagio legato alla disposizione urbanistica, perché abita in case relativamente lontane da attività commerciali e sociali.
Il progetto pensa al quartiere Castello, per le sue specifiche qualità, come elemento pilota dove attuare nell’immediato le finalità del Piano strategico di TERAMO 2020. Attuazione, cioè, delle azioni previste da Teramo 2020: sia per le questioni connesse con l’energia, sia per le problematiche dello sviluppo sostenibile, sia per la riprogettazione degli spazi pubblici, sia per quanto previsto per il recupero dei beni culturali e paesaggistici, con una base essenziale di azioni necessarie per il sociale, ed il tutto con un utilizzo dei vantaggi generati dalla ICT (Information and Communication Technology).
Scopo del progetto è il miglioramento della qualità della vita dei cittadini del quartiere san Venanzio, sul piano sociale, economico, culturale e naturale-ambientale.
La smart city non è una nuova città, ma la messa in funzione di innovazioni in grado di coesistere come un sistema dinamico: il progetto per il quartiere san Venanzio interviene sul “materiale” urbano già esistente, allo scopo di migliorarne le potenzialità in essere. Il progetto, quindi, intende comprendere quelle dinamiche, trasformazioni ed evoluzioni già presenti per guidarle e organizzarle anche grazie alle ICT.

Applicando le aree di analisi con cui l’Unione europea individua una smart city, e nello specifico del quartiere san Venanzio, le seguenti sono le caratteristiche considerate nel progetto sia nell’immediato sia in proiezione temporale: smart economy (competitività), smart people (capitale umano e sociale), smart governance (Partecipazione), smart mobility (trasporto e ICT), smart environment (risorse naturali), smart living (qualità della vita).
Smart economy – Il quartiere inteso nel suo perimetro più ampio (tra Viale Crucioli, Viale Bovio, Via Martese) ha le attività economiche concentrate in alcuni ambiti ed è possibile, utilizzando l’innovazione tecnologica delle ICT, stimolare interconnessioni tra attività economiche e residenti.
Smart people – Il progetto per san Venanzio nasce dalla partecipazione dei cittadini alla vita del quartiere come scelta fattiva e inclusiva, nella ottica di un miglior sfruttamento dei servizi a disposizione. Una conoscenza effettiva e completa dell’Universo anziani non deve dimentica quanto possano essere una risorsa per l’intera comunità. Il progetto pensa, nel quartiere, a spazi che favoriscano il loro bisogno di essere, a pieno titolo, cittadini come gli altri. Spazi dove possano svolgere attività culturali, ludiche e laboratori socio-educativi per trasmettere alle nuove generazioni conoscenze diverse, fra cui arti e mestieri che stanno scomparendo. Nel contempo i giovani, dando vita ad un costruttivo scambio intergenerazionale, potrebbero avvicinare le persone anziane alla tecnologia.
Smart governance – Le azioni progettuali sull’intero quartiere, in una visione strategica dello sviluppo, come coinvolgimento dei cittadini su i temi di rilevanza pubblica con accesso diretto, tramite le ICT, ai flussi di dati necessari alla vita quotidiana.
Smart mobility – Oggi il trasporto urbano di cui può usufruire è molto dilatato durante la giornata, mentre è inesistente dopo le ore 21, per cui l’approvvigionamento dei viveri, così come il raggiungimento di risorse sanitarie e sociali può diventare molto disagevole se non si ha una rete parentale o amicale di supporto.
La morfologia del colle di san Venanzio non favorisce una mobilità facile e intelligente; il progetto riconoscendone la criticità interviene:
• sul tessuto viario esistente, proponendo la riattivazione del circuito ciclopedonale con inserimento di pannelli di info-mobilità;
• riconsidera la presenza dei bei viali alberati come una valenza del pregio dei luoghi, proponendo interventi sul manto stradale finalizzati alla coesistenza tra traffico su gomma e sosta dei veicoli e le necessità dei cittadini che scelgono mobilità alternative pedonali o elettrificate, con una particolare attenzione alle esigenze di movimento di carrozzine o passeggini;
• Un servizio taxi specifico, a compartecizione finanziaria, ridarebbe autonomia e fiducia a queste persone. Una mobilità intelligente è quella inclusiva di tutti i cittadini con i diversi gradi di movimento.
Smart environment – Il colle di san Venanzio ha problematiche ambientali derivate dalla morfologia del luogo. Il progetto prevede un’implementazione del sistema d’illuminazione al quale connettere sistemi di ICT. Si considerano gli edifici pubblici storici come occasione di riqualificazione del quartiere e come opportunità per migliorarne l’efficienza energetica. Si considera un importante intervento sulle aree verdi. Inoltre, in riferimento alla orografia del luogo, in occasione degli interventi sulla viabilità, il progetto propone l’intervento su i sistemi di raccolta della acque che dovranno essere incanalate a tutela degli edifici; acque che potrebbero essere vantaggio dei sistemi di irrigazione estiva dei parchi urbani a valle del colle.
Smart living – Con l’attuazione del progetto si vuole intervenire sulla qualità della vita del quartiere costituendo luoghi di aggregazione finalizzati alla coesione sociale ma nella sicurezza individuale; anche qui riveste un ruolo essenziale l’ICT. Il quartiere del Castello ha registrato negli anni un flusso immigratorio sostenibile e non problematico, anche dopo i recenti arrivi di giovani che sono fuggiti dalla guerra e dalla povertà estrema. Inizialmente sono arrivate soprattutto donne che hanno trovato lavoro come badanti o colf e successivamente coniugi e bambini. Per questi ultimi, che sono portatori di esigenze specifiche nel rapportarsi con i coetanei italiani e di altre nazionalità, si potrebbe pensare a un intervento per favorire la loro integrazione sociale nella vita di quartiere. Sarebbe auspicabile creare un luogo (ex Ravasco) dove culture diverse si conoscono e s’incontrano, dove, attraverso il gioco e altre attività creative e formative, i bambini stranieri e italiani vengono stimolati al recupero e alla valorizzazione dei caratteri fondamentali della tradizione dei luoghi di provenienza e, nel contempo, ad acquisire una visione unitaria delle diversità che li circondano. Riconoscendo i luoghi dalle valenze culturali e paesaggistiche del quartiere se ne propone il recupero e il reinserimento all’interno del tessuto urbano.

Tavola UNO
Tavola sinottica delle potenzialità progettuali con definizione degli ambiti di intervento. Si riconosce il quartiere san Venanzio nell’inserimento di Teramo smart city. In evidenza i percorsi ciclopedonali, i percorsi sotterranei compiuti dalle acque storicamente incanalate in una mirabile opera di ingegneria idraulica. Tavola dell’inserimento delle monumentalità medioevali nel circuito ciclio-pedonale con individuazione delle specificità culturali e paesaggistiche (secondo le definizioni del Codice dei Beni Culturali ed Ambientali).
Tavola DUE
Tavola dedicata alo studio specifico degli ambiti progettuali del quartiere san Venanzio (Castello). Si rappresentano gli spazi pubblici per insediamenti finalizzati alla coesione sociale: piazzette, percorsi, ambiti di architettura storica.
Tavola TRE
Tavola che rappresenta il rapporto tra la città murata e il quartiere san Venanzio nella tessitura dei percorsi storico-artistici e funzionali. La parte come il tutto.


Info sull articolo