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Teramo 2005-2007: restauro della Cattedrale Basilica

C.Taraschi con L.Falconi Di Francesco

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foto dei lavori:

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la cattedrale dopo i restauri – foto di Gino Di Paolo:

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NOTE SU I LAVORI

Il Duomo di Teramo rappresenta il punto focale e il simbolo della storia, dell’architettura e della vita religiosa della città di Teramo.
Gli interventi di consolidamento e restauro del complesso edilizio iniziarono con il mandato vescovile di S.E. Mons. Antonio Nuzzi nel marzo del 1998 e riguardavano l’adeguamento funzionale della copertura, il restauro e valorizzazione della Cappella di San Berardo e proseguirono negli anni successivi con il Vescovo S.E. Mons. Vincenzo D’Addario , per poi terminare con il Vescovo S.E. Mons. Michele Seccia.
Tutte le attività sono state sviluppate in accordo con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per L’Abruzzo di L’Aquila, con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo di Chieti, Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnologico di L’Aquila e con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento per i Beni Culturali e Paesaggistici – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per l’Abruzzo di L’Aquila.
I lavori sono stati definiti secondo stralci successivi, in relazione ai diversi canali contributivi accesi dal Responsabile del Procedimento Sac. Primo Sozii, che ha continuamente vigilato sulla riuscita degli interventi proposti, realizzati dall’Impresa Edilcostruzioni Group s.r.l. di Montorio al Vomano.
La prima fase ha riguardato un intervento di consolidamento dei Tiburio e la realizzazione di un impianto microfonico, elettrico e di illuminazione effettuati attraverso la “Valorizzazione del Duomo di Teramo” di cui all’Accordo di Programma Quadro e successivo Accordo Integrativo per i finanziamenti disciplinati dalla Delibera CIPE n. 36/02, modulato e definito in relazione all’atto integrativo sottoscritto dalla Regione Abruzzo in data 11 settembre 2003 con il Ministero dei Beni e le Attività Culturali e con il Ministero del Tesoro.
Inizio dei lavori nel mese di dicembre 2003 e fine lavori nel mese di agosto 2005.
Gli interventi progettuali sono stati sviluppati in continua collaborazione con:
l’arch. Luca Falconi Di Francesco direttamente coinvolto nelle fasi di progettazione e Direzione dei Lavori;
la consulenza del prof. ing. Francesco Benedettini in relazione alle metodologia di verifica e di calcolo connesse alla problematiche statiche e costruttive;
l’ing. Umberto Falone in relazione all’impianto elettrico e di illuminazione.
l’ing. Luciano Lenzi per quanto riguarda le strutture metalliche;
Al fine di ottimizzare gli interventi previsti in più fasi, si è proceduto ad un’approfondita analisi storica dell’edificio, finalizzata alla conoscenza dello sviluppo strutturale della Cattedrale e all’identificazione dei numerosi e successivi interventi di restauro e consolidamento effettuati.

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Definita e valutata la situazione contingente, considerati i tempi e le condizioni tecnico-funzionali, si è ritenuto importante intervenire ai lavori di restauro e consolidamento del Tiburio stante le ragioni di sicurezza e di agibilità.
L’intervento, articolato è in varie e successive fasi di lavoro, ha preso avvio dalla revisione, del consolidamento e del restauro della navata centrale (Tiburio) seguendo il metodo del “minimo intervento”.
Il criterio adottato è stato incentrato sulla massima prudenza nell’uso di processi e materiali, individuando le parti ove gli elementi architettonici, gli spessori, le interconnessioni, le interrelazioni degli elementi funzionali avevano necessariamente bisogno d’intervento di consolidamento e restauro.
Definita la caratterizzazione dei luoghi, è seguito l’intervento strutturale al Tiburio, il quale presentava lesioni e distacchi di frammenti murari e, pertanto, al fine di scongiurare ulteriori danneggiamenti, è stata prevista la cucitura dei frammenti lapidei al fine di arrestare e/o rallentare i gravi fenomeni di degrado in atto mediante lo smontaggio, ancoraggio dei vari conci costituenti la struttura e successiva pulitura e stuccatura.
Per la realizzazione dell’intervento in sicurezza si è proceduto alla realizzazione di una centinatura provvisoria e di una impalcatura a livello in modo da raggiungere tutta la superficie prevista, rendendo possibile un’accurata, puntuale e diretta visione delle parti compositive e la valutazione dell’effettivo degrado e la opportunità degli interventi necessari per un corretto consolidamento e restauro delle strutture murarie.
In relazione all’intervento di rifacimento dell’impianto elettrico e di illuminazione, sono state definite le scelte progettuali finalizzate al riordino dell’impianto oltre che a garantire condizioni di ottimale fruibilità ed una migliore godibilità delle opere, individuando gli scenari di illuminazione in funzione alle liturgie previste.
Considerata la grande rilevanza culturale e spirituale dell’edificio sono stati elaborati i modi di controllo della luce naturale definendo i livelli interni d’illuminamento e differenziando le soluzioni in ragione alle destinazioni e all’esposizione degli ambienti.
Insieme all’istallazione di quadri, centraline e cavi sono state anche definite le caratteristiche ed i tipi degli apparecchi illuminanti adattandosi alle diverse esigenze di esposizione e individuando le diverse direttrici di intervento secondo gli spazi in cui è distribuito il Duomo, cercando di conciliare le necessarie caratteristiche di luminosità degli ambienti con i caratteri di valorizzazione delle strutture.
E’ stato realizzato l’ammodernamento dell’impianto microfonico in rapporto alla migliorata tecnologia ed una migliore diffusione dei suoni.
Nell’ambito degli interventi definiti con fondi diretti si è proceduto all’effettuazione di:
pulitura della muratura interna in pietra e mattoni mediante la pulizia della superficie effettuata a mano con lavaggi ripetuti di ammonio carbonato per la rimozione di scialbi e sporco incoerente, comprese le opere provvisionali alcune di particolare complessità progettuale e realizzativa con la messa a servizio di impalcature che hanno superato i 22 metri di altezza;
restauro di affreschi relativi alle volte a crociera mediante il consolidamento profondo con consolidante idraulico e vinilico per la riadesione del supporto, stuccatura delle lesioni e delle lacune;
pulitura delle superfici pittoriche con solventi idonei;
reintegrazione totale delle lacune;
recupero degli intonaci affrescati nella fascia sotto le capriate in legno mediante il consolidamento profondo con legante idraulico e vinilico per la riadesione al supporto; stuccatura delle lesioni e delle lacune; pulitura della superficie pittorica con solventi.
Gli interventi sono stati eseguiti da personale qualificato e specializzato sotto la sorveglianza della Soprintendenza e le disposizioni della Direzione Lavori.
Concluso l’intervento coofinanziato con A.P.Q. e con fondi diretti, la Curia Vescovile ha intrapreso l’iniziativa relativa alla realizzazione del riscaldamento a pavimento, alla realizzazione della nuova pavimentazione ed all’adeguamento liturgico, partecipato dalla Fondazione Tercas.
L’intervento iniziato nel mese di Novembre del 2005, ed ultimato nel Luglio 2007, ha permesso di riportare alla luce delle preesistenze archeologiche scoperte sotto il piano della vecchia pavimentazione.
Nel corso dei lavori, attraverso una campagna di scavi condotta in concertazione con la Soprintendenza Archeologica, è stata rinvenuta quella che si ritiene essere la cappella di S. Berardo, che ospitò le ossa del Santo fino al ‘700, epoca in cui fu realizzata la cappella barocca dove tuttora sono conservate.
Le varie fasi di scavo, data la complessità delle attività da svolgere, sono state condotte in collaborazione e concertazione tra la Diocesi di Teramo-Atri, i progettisti incaricati, dalla Direzione Regionale dott. arch. Roberto Di Paola, e sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per L’Abruzzo – Arch. Franco De Vitis; della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo – dott. Glauco Angeletti; della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnologico – dott.ssa Elisa Amorosi.
_dsf5771-copia.gif Vista l’importanza dei ritrovamenti, la Direzione Regionale ha nominato una Commissione tecnico scientifica formata dalla Prof. Luisa Franchi Dell’Orto, dal Prof. Ferdinando Bologna e dal Prof. Francesco Aceto.
Conclusa la fase di scavo, si è provveduto ad eseguire delle stratigrafie allo scopo di valutare la tipologie delle murature poste a sostegno, ed effettuare una continua verifica dei materiali da impiegarsi in ordine alla compatibilità chimica, fisica e meccanica oltre ad effettuare le scelte strutturali e funzionali per la copertura della cripta.
Definiti ed aggiornati gli interventi progettuali negli aspetti strutturali funzionali ed architettonici, attraverso la rielaborazione complessiva delle forme e degli spazi liturgici si è passati alla realizzazione dei piani di posa dell’impianto di riscaldamento a pavimento del tipo a pannelli radianti, strutturato in maniera da esser il meno impattante possibile sulla struttura a grande valenza architettonica oltre ai caratteri di efficienza ed economia; esso permette di riscaldare l’intera superficie con comprovata efficacia energetica.
Per la generazione di calore, sono state installate caldaie a condensazione del tipo modulare in modo da avere il massimo rendimento di produzione in tutte le condizioni operative.
Realizzati i massetti addittivati con fibre per una massima trasmittanza del calore si è operato il rifacimento della pavimentazione realizzata in pietra naturale, della tipologia, colore e delle dimensioni definite in concertazione.
Il travertino usato per il pavimento è stato oggetto di un trattamento della superficie calpestabile, utilizzando una tecnologia di lavorazione innovativa, ottenuta senza l’uso di sabbiatura o prodotti chimici, tale da rendere la superficie planare ed allo stesso tempo ne esalta le caratteristiche della materia.duomo-per-araldo-05.gif
La stuccatura finale eseguita nella fase di post posa in opera, penetra facilmente all’interno delle cavità del travertino sul quale si ancora perfettamente garantendo una maggiore durata nel tempo.
Gli spigoli presentano una delicata smussatura, quanto basta per rendere possibile la posa senza fuga.
I singoli elementi, a volte diversi tra loro, presentano una superficie naturale e sconnessa, come logorata dal tempo e dal calpestio naturale; gli spigoli irregolari ne accentuano l’aspetto.
E’ stato inoltre eseguito l’adeguamento degli spazi liturgici, definiti in base a una progettazione controllata promuovendone il rinnovamento celebrativo, secondo le esigenze della committenza.
Il rifacimento dell’altare principale è stato effettuato attraverso la rivisitazione della struttura attuale con l’integrazione di caratteri costruttivi che rende l’immagine di un’assemblea riunita per la celebrazione dei Santi Misteri.
L’intervento ha permesso il riposizionamento dell’ antependium di Nicola da Guardiagrele, con l’adozione di una teca protettiva che permette la corretta conservazione e fruizione dell’opera d’arte, di rilevanza internazionale.
Inoltre sono stati eseguiti i lavori di restauro e valorizzazione degli elementi lapidei e scultorei quali capitelli, colonne, portale e pulpito, definiti negli aspetti formali e figurativi per adattarli al sistema organizzativo previsto nel tentativo di uniformare le cromie delle varie pietre.
Ing. C. TARASCHI

I lavori sono stati eseguiti dalla EDILCOSTRUZIONI GROUP http://www.edilcostruzionisnc.it/

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